a cena con il signore

Sette cose elementari da non dimenticare mai sull’Eucaristia

  1. L’Eucaristia è il cuore della vita del cristiano e il centro di tutta la vita della Chiesa.
  2. È la Mensa del Perdono. Perdono è il nome del Padre e di Cristo e in essa si è perdonati per perdonare. Infatti il Pane e il Sangue sono donati per la remissione dei peccati.
  3. L’Eucaristia è la Mensa della Parola. Mangiata, nutre della stessa vita di Dio (Apoc. 10, 9 – 10), della sua compassione, verità, forza … è trasfuso lo Spirito e si diventa capaci di amare come Dio.
  4. … a patto che la Parola sia ascoltata come voce stessa del Risorto che ci spiega le Scritture. (Lc 24).
  5. L’Eucaristia è Mensa del Pane-Corpo e Vino-Sangue. Accadono infatti un’effusione e una trasfusione che divinizzano la nostra umanità. Si genera la ‘convivialità delle differenze’ (T. Bello), cioè l’unità del Corpo - che è la Chiesa – con  l’unicità del dono che è   di noi (Rom 12, 4 – 8).
  6. L’Eucaristia è l’incontro del  desiderio del Risorto con la nostra attesa di felicità, di futuro, di gioia, di vita … in questo cambiamento di epoca, che ci mette paura e smarrimento. Nel Sacramento è presente in modo unico il Cristo totale e intero, Dio e uomo, sostanzialmente e ininterrottamente’ (Eucaristicum Mysterium, 1967, n. 11). Il clima della celebrazione, soprattutto la domenica, che è il giorno del Signore, non si lascia contagiare dalla noia, dall’abitudine, dal senso di peso di un dovere da compiere … È la festa, la gioia, lo stupore, l’azione di grazie.
  7. La Chiesa “che fa l’Eucaristia è fatta dall’Eucaristia”. Come la comunità in Atti degli apostoli (capp. 2 e 4).

Esercizio urgente

Come vivi l’Eucaristia della domenica: quale voto ti dai da 1 a 7?

Tu sei ‘un cristiano attivo’: è di qualità la tua partecipazione all’Eucaristia?

Nella tua comunità sei aiutato a gustare l’Eucaristia?

Come vivi la tua comunità? Qual è la qualità della tua presenza, dei tuoi rapporti, quali  i tuoi contributi perché sia luogo della festa e del perdono, dove incontri la Vita e ne vivi?

LETTURE DELLA EUCARISTIA DEL CORPUS DOMINI (ciclo A).

Dt  8, 2 - ; 14 – 16.  1 Cor 10, 16 – 17.  Gv 6, 51 -58.

Deuteronomio 8,2- 14 -16. Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. 3 Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. 14 il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile; 15 che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; 16 che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, per umiliarti e per provarti, per farti felice nel tuo avvenire.

Gli esegeti pensano che il Deuteronomio sia un insieme di omelie per risvegliare il Popolo di Dio, popolo che si è seduto,’vive stabilito in Palestina, dedito ormai alla civiltà sedentaria dei consumi’ (Ravasi). La fede del popolo, dopo l’epopea del cammino dell’Esodo, si è raffreddata, ammalata di stanchezza, di compromessi: insomma si è  dimenticata di Dio. Il rischio? Cadere nel peccato dell’autosufficienza, dell’orgoglio, e dunque di non vivere più la Legge né scommettere più  sulla Terra, sulla promessa di Dio. Dunque l’insidia e la seduzione degli idoli, la ricerca del benessere, il progresso economico minacciano l’Alleanza tra Dio e il suo popolo. Il verbo ‘ricordati’ è come dire ‘ritorna ad essere fedele all’Alleanza; ritorna alla fede di un tempo, rinnova la tua fede. Insomma fai memoria del cammino di salvezza, ‘riattualizza nell’oggi gli eventi del passato” (Ravasi).

Ricordati che non si vive di solo pane ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio!

È il tema del memoriale, come nell’Eucaristia. Oggi, il Signore rinnova le meraviglie dell’Esodo. Oggi cammina con noi, ha cura di noi di giorno e di notte, ci nutre e ci disseta, ci libera dai nemici (Esodo) e con lui si entra nella terra. Offre cielo nuovo e terra nuova (Apoc 21,1). Questa  promessa, non è paragonabile ad altro!

I Cor 10, 16 - 17

1Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? 17Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane.

Per risolvere alcuni problemi nella comunità di Cor, Paolo indica il principio, il criterio  della comunione. Chi mangia la carne sacrificata agli idoli entra in comunione con essi e con chi offre loro i sacrifici. Chi mangia la carne e il sangue di Cristo entra in comunione con Lui e con tutti coloro che mangiano insieme. Così, risolvendo un problema della comunità di Corinto, Paolo ci ha svelato il senso e la fecondità della Eucaristia.

Il calice della benedizione è il calice dell'Eucarestia. La benedizione è attuata  da Gesù stesso nell'ultima Cena; proveniva dalle benedizioni previste per i pasti del popolo di Israele. Il termine comunione traduce la parola greca koinonìa, che indica propriamente la condivisione, la comunanza di un bene tra un certo numero di persone. Quindi in questo passo significa soprattutto la comunione tra i credenti che bevono allo stesso calice e mangiano lo stesso pane, il corpo e il sangue di Cristo. È   una comunione contrapposta ad ogni tipo di divisione. La comunione dei credenti è tra loro e con il sangue di Cristo, cioè con la sua morte in croce..
Paolo ci offre una chiave di interpretazione originale e molto importante. L'unico pane di cui mangiano i credenti, cioè l'unico corpo di Cristo, li mette in una condivisione tanto stretta che essi possono sentirsi un solo corpo. Sono generati come un solo Corpo.  Questo corpo è la Chiesa.

Medita

  • Ti senti in comunione  con quanti partecipano all'Eucarestia la domenica?
  • Tu appartieni al corpo di Cristo, alla Chiesa? Ti dice ancora qualcosa?

Vangelo di Giovanni 6, 51 - 58

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Colloquio davanti al Santissimo, in adorazione

Signore,
cosa mi vuoi dire, Signore, in questo intensissimo discorso nella sinagoga di Cafarnao? Le tue parole mi richiamano il discorso di addio, i colloqui dell’Ultima Cena...
Per questo sei stato abbandonato da alcuni discepoli, perché hanno ritenuto inaccettabile ciò che hai osato dire. ‘Si sono tirati indietro (v. 66). Tu hai osato dare in dono te stesso. Già questo è enorme, un eccesso, e hai aggiunto una cosa folle: -Se non mi mangerete non potete essere vivi.
Ma è un verbo fortissimo. Non hai usato solo parole sapienziali (credere, ascoltare, fare…). Con ostinazione hai ribadito che, non solo vuoi dare la tua vita come dono, ma affermi che, se non si mangia la tua carne, non si vive!
Ma dietro di te, chi ti ispirava questo annuncio paradossale? Come può nutrirti una realtà che distruggi, come può essere vita un uomo che ha fatto poi una brutta fine?
Dietro di te, davanti a te sta ‘
il Padre che dà la vita’ (v. 57). Il Padre è il vertice della vita, il Vivente. Il Padre è la sorgente e il compimento della tua vita, la causa e lo scopo.
Hai detto che colui che mangia di me, vivrà per me, rimarrà in me ed io in Lui. In un certo senso si diventa figli come te, si diventa te, che sai vivere per il Padre e in lui.
Signore, non mi basta il pane, e neppure il Pane della tua Parola, che pure è nutriente: desidero nutrirmi di te, Pane di vita, perché ci congiungi con il fondamento della vita, il Padre della vita, il Vivente.
Così, Signore Gesù, deposto tutto ciò che è di peso, possiamo correre con perseveranza nella corsa che ci sta davanti tenendo fisso lo sguardo su di te, che dai origine alla nostra fede e la porti a compimento.  Amen!