“Viva sarà la mia vita, tutta piena di te”  (S. Agost.)

Durante la sua vita terrena, Gesù si rivolse a Dio che poteva salvarlo dalla morte, offrendo preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime. E poiché Gesù era sempre stato fedele a lui, Dio lo ascoltò. 8Benché fosse il Figlio di Dio, tuttavia imparò l'ubbidienza da quel che dovette patire. 9Dopo essere stato reso perfetto, egli è diventato causa di salvezza eterna per tutti quelli che gli ubbidiscono”. Hb 5, 7

 

 

Si dice che anche la Pasqua, ormai, sia condannata a morte. Diventerà  festa di primavera, offerta di agenzie viaggi verso paesi esotici, tempo di week end nelle città d’arte, magari ricche di tradizioni popolari …  Proprio come in un vecchio film, geniale, di Wajda in cui il Cristo, agonizza crocifisso tra nodi autostradali, intasati di traffico. E, tra lo scorrere indifferente di vacanzieri, un esterrefatto discepolo gli chiede conto del suo scandaloso morire in solitudine. E noi, invece, gridiamo Alleluia, Cristo è  vivo, è risorto. Perché?

Il Cristo è nostro contemporaneo, vive ieri, oggi e sempre’ (Hb 13,8), attraversa il tempo, anzi emerge nel tempo, in ogni istante della storia. I nemici li mette via tutti.

E’ la fine del cristianesimo? (Si chiedeva pochi anni fa uno storico, Delumeau). Forse la Chiesa è morta al Nord e a sud del mondo, ad esta e all’Ovest, in molte regioni. E’ morta la Chiesa’. Ma Lui la fa risorgere oggi come allora nella Pentecoste… quando cominciarono in 11 o poco più e lo Spirito fece dilagare in tutto il mondo la Chiesa.

Questo capiterà ancora, sta capitando ora: nella celebrazione del Triduo Pasquale e nella vita dei cristiani, che, vivendo il Battesimo, vivono di Lui! Ne scoltano la Parola e vivono di amore, di carità.

 “Gesù crocifisso, attira gli sguardi di tutti, interroga ogni essere umano, perché proprio sulla croce, nella condizione di chi spende la propria vita per gli altri sino a morire, appare il grande mistero dell’amare e dell’essere amato, il mistero dell’amore di Dio”. Sì, nel battesimo, noi cristiani siamo stati inondati dall’amore di Dio, sicché noi abitiamo questo amore e questo amore abita in noi “ (E. Bianchi).

Per questo non potranno rubarci la Pasqua, se non la svenderemo, se i nostri occhi non     saranno gravati dal sonno, se continueremo ad ascoltare e raccontare la sua Risurrezione, cioè l’Amore che è desiderio e dono,Presenza viva, attiva, trasfigurante.

“Verrà la Pasqua”, mi dicevo nelle ore grigie della Quaresima, quando l’aridità rendeva insopportabile il cammino.  E la presentivo già agire con discrezione nella cura dei genitori, che coltivavano semi di fede nei cuori dei figli; nella dedizione del personale sanitario, e… delle Croce Rosse: lo vedevo, il Signore della vita e della morte,  nell’assemblea della nostra comunità nei tanti di voi che abbiamo confessato in questi giorni Vi abbiamo visto pregare in famiglia e nelle chiese silenziose. personalmente, davanti all’Invisibile; la riconoscevo nei martiri missionari, operanti sulle fratture della storia.

Non c’è mai una Pasqua uguale all’altra. Non è ripetizione: il Vivente non si ripete mai ! E’ sempre nuova creazione quando passa il Vivente. Lo riconosco nelle scelte  definitive dei diaconi della nostra diocesi, nei racconti di perdono di chi è vista strappare coniuge o figlio dalla violenza, nel consumarsi silenzioso di molti che si prendono a carico i fratelli.

E’ nuova creazione nelle comunità cristiane, dentro periferie infestate da bullismo e violenze, nell’emergenze educative della scuola, nella fatica di preparare il futuro, nei parlamenti e nelle agorà, ad illuminare  governanti e legislatori. E’ Pasqua in condomini e cortili ove liti (o efferati delitti) rendono irrespirabile la convivenza, nelle corsie e negli ambulatori dove nell’alternanza di buone e cattive notizie si ha cura della vita.

Aveva ragione Angelo, seminarista degli anni ’80, sorpreso a Saronno ancora in preghiera all’alba, dopo la lunga Veglia Pasquale:“Come si fa ad andare a dormire in una notte così”?!... Le Pasque vere della nostra vita sono indimenticabili! Perché ieri come oggi passa il Vivente. Come nelle Icone antiche prenderà per mano i figli di Adamo e di Eva e li condurrà fuori dagli inferi. “Il Maestro è qui e ci chiama”! (Gv 11, 28).

Sac. Romano Martinelli

Hb 5, 7 ss 

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